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Un progetto speciale - promo -



Un' avventura iniziata quattro anni ( un poco di più vista la mia velocità da bradipo nello scrivere nero su bianco tutto quanto) e finalmente portata a termine.
Inizia tutto con la diagnosi di celiachia della peste piccola, poi dopo un anno di vita senza glutine con un full immersion totale (mai completo) dove ho cercato di imparare di tutto e di più, cucina, questioni mediche, comportamenti a casa, psicologia, alimenti alternativi a quelli contenenti glutine., regolamentazioni europee, comunali a tutela dei celiaci, regole della ristorazione collettiva, metodi controllo asl...di tutto di più.. ho raggiunto una sola conclusione: ignoranza pura e semplice.
Si non soltanto la mia, quante cose non sapevo, e non parlo solo di cucinare... ignoravo moltissimo quanto non si sapesse in ambiti importanti...

Una delle cose che più mi colpì anni fa, fù il totale vuoto degli educatori nella mia città, quei pochi che già avevano sentito parlare di celiachia anni prima o erano in pensione oppure ne avevano masticato vecchie conoscenze grazie a corsi di AIC.. ma troppo lontani nel tempo, cosa che ha permesso di creare un vuoto tra le varie generazioni di insegnanti..lacune che tendono a non poter portare con la solita tranquillità i piccoli celiaci a scuola.

Ci crediate o no, ancora qualcuno prova a domandare cosa fare..se far pranzare i piccoli in separata sede (leggasi tavolino a parte), con cosa giocare... toccare. Non certo piccolezze, anche perchè da una scuola io mi aspetto che formi anche psicologicamente, non caratterialmente, i bambini.
Questo troppo spesso non avviene, così come manca la seria risposta delle autorità competenti quando si tratta di regolamenti pediatrici...ancora si continua a festeggiare compleanni portando nelle scuole torte e dolci (confezionati o da laboratori autorizzati) ma dimenticando che sicuramente qualcuno quel giorno, non potrà unirsi al festeggiamento mangereccio; non certo solo il celiaco, esistono anche allergie all'uovo, nocciole..o intolleranze serie ai latticini...ma non solamente queste.
Qui a mio avviso la scuola deve entrare in campo e far comprendere la possibilità di festeggiare in maniera alternativa per evitare di avere l'escluso, il diverso..sempre quello... come si può formare un bambino così? Lo si prepara ad osservare a 180° se va bene, invece è lo sguardo a 360° che si deve far funzionare. E qui entra in gioco la mia caparbietà, insistenza, testa dura di mamma rompiscatole.


Ma partiamo con ordine.
La mia storia lavorativa in varie scuole della città mi ha permesso d'imparare tanto grazie a persone competenti e aperte, tecniche, metodologie...e riguardo problematiche fisiche e mentali. Da sempre, ma probabilmente per via del mio carattere, quando mi si poneva una domanda prima di rispondere cercavo di documentarmi il più possibile, poi commentavo, lo stesso avvenne diversi anni fa, prime esperienze di lavoro in provincia:dovevo sostituire per diverso tempo un'educatrice e in quella sezione proprio un bambino affetto dalla “strana” malattia celiaca. Le collaboratrici e l'altra insegnante della sezione appena misi piede in aula mi dissero della presenza del bambino, cosa fare (qui ora ci stenderei un velo) molto pesante, dove trovare il necessario per la merenda, ecc.. diciamo che da quel che mi dissero io rimasi traumatizzata, terrorizzata. Passai la serata e la notte a cercare sull'enciclopedia medica e internet la parola celiachia, morbo celiaco ecc per capire di cosa si parlava..e qui mi rilassai, ma non perchè era una banalità la celiachia, solo sapevo come e a cosa veramente dover far attenzione, come muovermi e perchè (le motivazioni spesso tengono ancora più vigili), la mia sostituzione terminò, come solito, ma con un bagaglio culturale in più. Poi non ebbi più occasioni di incrociare bambini celiaci, ma affetti da altre patologie, sino alla possibile diagnosi di mia figlia..del quale forse non mi sorpresi più di tanto..ricordavo i sintomi quando avevo fatto la ricerca anni prima..e già mi era balenata in mente la stessa cosa... ma lì mi ri-documentai di nuovo, aggiungendo ora pure la cucina senza glutine, meno complessa in alcune cose, molto più in altre.
Quando mi ritrovai ad affrontare le educatrici a scuola ecco la doccia fredda..nessuno, dico nessuno sapeva di quel che parlavo se non per sentito dire. Quel che più mi sconvolse fu la mancata documentazione avuta dall'amministrazione, ovvero nessuno aveva pensato di creare qualche ora ad 'hoc per spiegare che fatta roba era.. magari qualche educatrice si portava appresso nozioni datate o acchiappate dalla rete con sicure cure da poter passarci...non parliamo poi di alcuni incroci... uno in particolare mi irritò moltissimo nelle azioni. 

Oltre a poggiare i pacchi di biscotti aperti di mia figlia senza protezione sopra le mensole dove vi stavano visibilmente centinaia di briciole di pane, (pacchi che sarebbero poi stati messi nelle scatole personali senza glutine..ma con un bel bagaglio “bricioloso” appresso) quando le domandai se voleva spiegazioni sul comportamento da mantenere con un celiaco, le domanda sulla sua esperienza con i celiaci rispose con una semplice: “nessuna”! Sembrava pure scocciata..magari perchè l'avevo ripresa per la questione dei biscotti, visto che mi pareva non conoscesse bene le procedure dei rischi di contaminazione (ma neppure il protocollo HACCP della scuola).. domandandole se voleva informazioni da parte mia.. lei “no grazie sono tranquilla!” Li non ci ho più visto e veramente alterata le ho seccamente risposto ”Io ero terrorizzata e sapevo cose era la celiachia..te non sai di che si parla e sei tranquilla?! Certo infatti vedo benissimo il pessimo metodo che usi!” 

Mi convinsi che dovevo assolutamente fare qualche cosa ed inizia a scrivere lettere e lettere alla amministrazione locale, alle sfere della regione Emilia Romagna, ai dirigenti Italiani al colle,passando per il ministero dell'Istruzione, all'epoca presieduto dalla Gelmini... insomma mandai ben otto pagine di relazione su cosa e perchè scrivevo, su come si poteva portare migliorie e simili... Temo che quella lettera sia rimasta negli annali (magari terrorizzati da una possibile nuova lettera sempre a mio nome) delle amministrazioni vista la reazione avuta da alcuni enti nostrani.
Alla fine dell'anno scolastico, nell'estate a cavallo tra Asilo Nido e Scuola d'Infanzia ho potuto sostenere le mie tesi sulla necessità dell'aggiornamento delle scuole davanti al Presidente dell'istituzione scolastica di Ferrara. Questo un primo passo... Sinceramente non so se può essere servito anche il mio intervento ma nell'anno successivo ho potuto veder affrontato nei nei corsi di aggiornamento obbligatori per le insegnanti approfondimenti riguardanti alimentazioni e celiachia. Piano piano ampliato e completato anche dagli interventi per le commissioni mensa scolastiche, dove alcuni educatori, insegnanti, genitori, operatori mensa e cuochi possono interagire e confrontarsi, oltre a segnalare eventuali problematiche riguardanti le varie questioni dei pasti (dalla preparazione al consumo). Quest'anno (2012) inoltre anche un incontro solo sulla celiachia, con la presenza di un volontario dell'Associazione Italiana Celiachia che ha presentato questa intolleranza alimentare, supportato da una nutrizionista AIC, … garantendo una conoscenza più mirata verso alimenti e problematiche extra alimentari: la vita fuori casa.
Da parte mia nella Scuola d'Infanzia frequentata da mia figlia ho potuto avviare un progetto piccolo ma nel contempo molto importante: far conoscere ai bambini ma soprattutto agli adulti che ruotano attorno alla scuola, operatori e genitori, cose è veramente la celiachia e come viene vissuta.(almeno nella nostra piccola esperienza).

Come volontario Aic, educatore di scuola d'Infanzia ma soprattutto genitore, ho dato la mia disponibilità in accordo con il consigliere di Ferrara, nel portare avanti un progetto diviso in più fasi, sviluppate nell'arco di circa tre mesi(un incontro a mese):
  • prima di tutto un incontro con coordinatore scolastico della scuola, per poter programmare ed autorizzare il percorso all' intervento all'interno della struttura scolastica Comunale
  • Un incontro informale “posso venire anche Io?” dove un volontario  Aic ha spiegato a grandi linee la celiachia e quel che la contorna..tra le quali anche la associazione italiana celiachia, incontro aperto a tutti i genitori in primo luogo, alle figure della scuola, al personale della cucina, chiacchierando attorno ad un tavolo con depilant e assaggi senza glutine
  • “Una certa idea di festa” completa questo percorso (esterno) senza glutine assieme al percorso scolastico, nella festa di fine anno dei bambini della scuola, genitori e parenti , in più la presenza di un banchetto AIC, giochi, balli e un assaggio a buffet solo senza glutine.



    Credo sia giusto capire prima i motivi che m'hanno spinta a elaborare un piccolo percorso con la scuola, ma per fare questo è necessario un poco conoscere la nostra esperienza. Spero di non essere stata troppo noiosa.
    Chi vuole proseguire..qui .."posso venire anche io?"



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